Che cos’è?
È un’infezione virale causata dal Parvovirus B19, che colpisce più frequentemente i bambini tra i 4 e i 14 anni. L’infezione comincia con una lieve febbre, mal di gola e sintomi simili all’influenza. Nei bambini è comune la comparsa di un arrossamento al viso, in particolare sulle guance, seguito da piccole macchie rosse sul corpo, braccia e gambe. Questi segni possono comparire anche diverse settimane dopo l’infezione. Dolori alle articolazioni sono più frequenti nell’adulto anche se il 20-30% degli adulti infetti è asintomatico.
È contagiosa?
Si. L’infezione si trasmette per via aerea ed il periodo di incubazione è di 4-21 giorni.
Come sapere se si è infetti?
Poiché si tratta di un’infezione lieve e spesso senza sintomi, molti adulti non sanno se sono stati affetti in passato. Per sapere se si è infetti è possibile ricercare gli anticorpi specifici tramite un prelievo di sangue.
E se ci si infetta in gravidanza?
Per la madre i sintomi sono moderati, simili ad una leggera influenza, associati ad una lieve anemia. La maggior parte delle donne che si infetta durante la gravidanza partorisce bambini sani, senza problemi. In pochi casi vi è il rischio di aborto o morte del feto; tale rischio è di circa il 10% se l’infezione avviene nelle prime 20 settimane di gravidanza, dell’1% dopo la 20° settimana. L’infezione del feto può causare un’infiammazione del cuore e anemia. In questi casi è possibile vedere comparire nell’ecografia un’eccessiva quantità di liquido a livello dei tessuti fetali (idrope). In genere l’idrope si risolve spontaneamente in poche settimane ma se persiste può richiedere l’esecuzione di una trasfusione B VC fetale in utero o alla nascita. Per tale motivo, in caso di infezione materna verranno eseguite ecografie di controllo ad intervalli regolari per verificare lo stato di salute del bambino.
Come si cura?
Al momento non sono disponibili né un vaccino né medicine per la terapia di questa infezione.
Come si previene?
Sono a rischio tutti coloro che lavorano a contatto con i bambini (insegnanti e personale scolastico) e le mamme di bambini in età scolare. Se non si è già immuni, il rischio generico di infettarsi sul luogo di lavoro è del 20-30%; se si entra in contatto con un bambino infetto la probabilità è del 50%. Il rischio può essere ridotto lavandosi bene e spesso le mani e non scambiando cibo e bevande con i bambini.
